Caro Esperto ma che è tutto sto casino nelle università per il decreto legge 133? me lo spieghi?
Ciao a tutti miei cari lettori che mi osannate e mi acclamate e che ancora siete qui a pendere da ogni mia parola per aiuti, consigli e soprattutto canoscenza!
Allora, con gli anni sono diventato anche un pochino meno prolisso (sarà l'età? boh, non pensiamoci, che è meglio) quindi non eseguirò i miei soliti mirabolanti e famosi preamboli e mi concetrerò sul punto, anche perchè il tema è di attualità, la situazione spinosa e il problema (e mi serve un aggettivo...mmmmm trovato) serio (bella frase, me la devo segnare).
Allora, dicevamo: cos'è il decreto legge 133? cosa fa? Fa un sacco di cose, infatti il decreto legge 133 non è un decreto (e non venitemi a chiedere cos'è un decreto, non c'ho voglia di spiegarlo) solo sulla scuola o solo sull'università, bensì è un provvedimento (d'urgenza, evidentemente abbiamo dei bei buchi di bilancio per essere un provvedimento urgente) economico amministrativo che è teso sostanzialmente a tagliare e a risparmiare soldi dello stato.
Bene, direte voi, è una cosa buona e giusta....beh ma andiamo a vedere che dice: occupiamoci solo della parte sull'università, ovviamente: beh sostanzialmente dice che viene bloccato dal prossimo anno il turn over, ovvero quel sistema per cui ad ogni pensionato nella pubblica amministrazione subentra un nuovo assunto, quindi nel 2009 ci sarà solo un assunto per ogni 5 pensionamenti nel settore dell'università, e così via anche negli anni successivi, fino ad arrivare ad un assunto ogni due pensionati nel 2012.
Cosa comporta questo?
Beh diciamo che i protestanti fanno questo ragionamento (a voi considerare la giustezza o meno): ovvero che non si va ad intaccare i poteri acquisiti, le poltrone baronali che sono in università, oppure i corsi di laurea inutili e altro, no si va ad operare sui precari, sui ricercatori e dottorandi che in questo modo non avranno mai la possibilità di entrare a lavorare in modo continuativo per l'università. Mentre i professori che son lì, lì restano. Ora, considerando che la ricerca in Italia viene portata avanti dai ricercatori precari (ricerca, ricercatori, lo dice la parola stessa) questi dicono che il tutto sostanzialmente porta indovinate a cosa? bravi.
E questo è un punto. un secondo punto è la trasformazione delle università in fondazioni, o meglio, la possibile trasformazione delle università in fondazioni, possibilità che viene lasciata libera ad ogni ateneo (cioè prima ti taglio i fondi e poi ti dico, ah, ma se vuoi puoi diventare fondazione? mmmmmm perchè mi suona strano? mah, sarò troppo vecchio per sta roba).
Nelle fondazioni potranno entrare imprese private e le università passerebbero da un regime giurisdizionale di diritto pubblico ad uno di diritto privato. beh bene no?
Questo dice il decreto, e lo dice chiaramente, chi è precario non sarà regolarizzato (se non una minima parte)e si invita calorosamente le università a diventare soggetti di diritto privato.
Alcuni dicono che in questo modo si risparmia, si possono destinare i fondi alle università migliori, le università potranno avere più soldi anche dai privati, essendo un luogo questo atto a incitare la sfera pubblica invito a farvi avanti e a discutere!
Con questo vi saluto e alla prossima! (terminavo i miei articoli in un altro modo ma mò non mi ricordo, uff son proprio vecio.)





